SABATO 10 GIUGNO

Conferenza stampa di presentazione Varese Pride e Varese Pride Week

Palazzo Estense, Via Sacco, Varese


DOMENICA 11 GIUGNO

Presentazione di “Ho molto amici gay” – La crociata omofoba della politica italiana di Filippo Maria Battaglia (SkyTG24)

Interverrà l’autore

Varese – libreria Mondadori BookStore, Via Morosini, 10, Varese, ore 17:45

Non possono fare gli insegnanti né i capi scout, non devono baciarsi e tenersi per mano in pubblico, vanno curati e, se possibile, redenti. Da sempre la politica italiana dice di non avere «nulla contro gli omosessuali» eppure da sempre li discrimina. C’è chi invoca «sobrietà», chi chiede «discrezione», chi scomoda la Bibbia, chi ricorre a citazioni d’autore. Passano gli anni, cambiano toni e interlocutori ma il risultato – nonostante gli ultimi passi in avanti – resta lo stesso: dal fastidio e la diffidenza fino agli insulti e alle aggressioni verbali. Sin dal dopoguerra la crociata contro i «malati» e gli «anormali» recluta quasi tutti: capi di stato e di governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Attecchisce a destra ma spopola pure a sinistra, coinvolgendo figure insospettabili e venerati padri della patria.

Ho molti amici gay non è solo l’immancabile premessa di rito prima di ogni discorso omofobo, dentro e fuori dall’Aula parlamentare. È la storia, succinta e dettagliata, di quanto la discriminazione e il pregiudizio contro gli omossessuali siano radicati nella politica e nella società. Garantendo all’Italia l’infelice primato del Paese con la
classe dirigente più omofoba in Europa. «Si chiama tolleranza repressiva e si può sintetizzare
così: non è vero che tutto ciò che non è reato è permesso. Al contrario, l’assenza di una norma, a volte, non significa libertà ma solo repressione. Lo sanno bene i parlamentari nostrani che, a differenza di quanto accaduto in Francia,
Germania, Gran Bretagna, non hanno mai approvato una legislazione punitiva contro gli omossessuali. Ma attenzione: non sanzionare non vuol dire consentire».


LUNEDÌ 12 GIUGNO

Presentazione di “Io, Lauro e Le Rose” – di Mario Artiaco

Interverrà l’autore

Varese – luogo in via di definizione

Tre amici e le loro bravate, l’ingenuità, il sogno, l’incoscienza, la malattia, l’omosessualità, gli abusi e “la morte che pone fine a una vita, non a una relazione”.
Due registri diametralmente opposti, il giorno e la notte, la gioia e il dolore, scandiscono il ritmo e le sensazioni.
Il primo all’insegna dell’adolescenza, dei giochi, la spensieratezza, o presunta tale, e un viaggio che segna la fine di un’epoca. Il viaggio più strampalato e impraticabile cui si possa ardire.
L’altro registro assume toni e circostanze drammatiche e anche l’inesorabile e lento spegnersi del protagonista finisce in secondo piano spodestato dai racconti della sua adolescenza.
Il progressivo disvelarsi dell’omosessualità di Raffaele si impossessa della scena ma le scoperte circa la sua convivenza con don Peppino, benefattore incontrato all’oratorio del Santuario della Madonna di Pompei, rubano la scena e infittiscono la trama.
L’ordine cronologico non viene rispettato. Raffaele racconta, e chiede di raccontare, avvenimenti assolutamente disparati nei toni, nei tempi e nelle ambientazioni. Il suo umore e le sue condizioni fisiche la fanno da padrone. Il tempo stringe e non intende terminare il suo viaggio terreno tormentato da rimorsi e rimpianti. Nulla vorrebbe fosse indiviso, incompiuto. Dove può, mette rimedio, ma alcuni avvenimenti non dipendono dalla sua sola volontà e così la madre, sorda e tracotante, incapace di accettare la sua natura, nulla compie nonostante il richiamo disperato del figlio morente la vorrebbe al suo capezzale.
Un romanzo d’Amore. E non si intenda quello che alberga tra uomo e donna o tra persone dello stesso sesso. Si narra anche dell’amore che lega indissolubilmente le vite di tre amici, amici da bambini e fin all’ultimo respiro, dell’amore incredibilmente incompiuto, non corrisposto, tra una madre e un figlio, dell’amore per un fratello e per una sorella. Dell’amore per “l’uomo dei due sogni” e l’escamotage che finge utilizzare il protagonista attuando una fuga al fine di raggiungere il più grande calciatore di tutti i tempi all’alba della finale dei mondiali di “Mexico ‘86”, dell’amore per padri assenti e silenti, dell’amore che resta comunque e sempre più forte della morte.

 


MARTEDÌ 13 GIUGNO

“Due Volte Genitori” – Proiezione e dibattito con AGEDO (Associazione Genitori e Amici di Omosessuali)

Varese – luogo in via di definizione

Risultati immagini per due volte genitori


MERCOLEDÌ 14 GIUGNO

Convegno sulle MTS – Malattie Trasmissibili Sessualmente

In collaborazione con il SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) di Varese

Varese – luogo in via di definizione


GIOVEDÌ 15 GIUGNO

Convegno

Busto Arsizio


VENERDÌ 16 GIUGNO

Concerto

Varese

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