Collettivo Mapuche

Il Collettivo Mapuche aderisce con entusiasmo al Varese Pride. Ci battiamo ogni giorno perché vengano riconosciuti pieni diritti civili e politici alle minoranze discriminate e facciamo nostre le rivendicazioni del Movimento LGBT. Per questo saremo orgogliosamente nell’onda arcobaleno che sommergerà Varese.

Ma la lotta non può e non deve limitarsi solo al giorno del Pride. Deve anzi essere di lungo periodo, strutturata, organizzata a livello territoriale e coordinata politicamente a livello nazionale. Viviamo in un’epoca buia in cui anche diritti che sembravano acquisiti da tempo vengono messi in discussione. Dopo decenni di errori e sconfitte la sinistra nel nostro Paese è ridotta al lumicino. Il Partito Democratico è una forza liberale (con forti componenti cattoliche) che non ci rappresenta, che con la sinistra non c’entra nulla e che ha portato avanti politiche scellerate di distruzione dei diritti dei lavoratori (Jobs Act), degli studenti (Buona Scuola) e di forte precarizzazione dei contratti. Anche sul versante dei diritti civili non ci ha fatto fare grandi passi avanti: la legge Cirinnà è timida, inadeguata, insufficiente e non da risposte concrete e reali su temi fondamentali come la questione dell’adozione. Dall’altra parte, la Lega e i 5 Stelle hanno messo in piedi l’esecutivo più reazionario della storia della Prima e Seconda Repubblica, con un Ministro della Famiglia in odore di (neo)fascismo, ospite di spicco al reazionario Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona, e un Ministro dell’Interno che scimmiotta il Duce e pubblica un libro-intervista con la Casa editrice di area neofascista (Casapound).

Come scrisse Antonio Gramsci, figura a cui ci ispiriamo, “il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri.”

Ed è contro questi mostri, oggi più che mai, che bisogna combattere.

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