L’instabilità della scena politica nazionale ed il dilagare del populismo che fa dell’omo-bi-transfobia uno dei suoi cavalli di battaglia impongono alla comunità LGBTI tutta, oggi più che mai, di far sentire la propria voce nelle piazze e nelle vie del maggior numero possibile di città italiane: è pertanto con convinzione e determinazione che abbiamo organizzato questa terza edizione del Varese Pride, ponendoci lo scopo di dare voce a migliaia di persone che, sul territorio varesino come nel resto del Paese, non solo non hanno ancora raggiunto la piena parità dei diritti civili, ma rischiano anche di vedersi strappare quel poco che fu concesso due anni fa con il DDL Cirinnà.

Difatti, le Unioni Civili, unico istituto giuridico posto a riconoscimento della comunità omo-bisessuale italiana, sono oggi esposte all’aperta minaccia di certune forze demagogiche che, ancora una volta, trovano nel pregiudizio verso il diverso una delle principali fonti di propulsione elettorale.

Dobbiamo altresì prendere atto con sgomento delle aggressioni omo-bi-transfobiche, tanto fisiche quanto verbali, che si consumano con sempre maggiore frequenza nelle città italiane, a fronte di una legge contro l’omofobia che, ancora oggi dopo innumerevoli anni, giace nelle stanze della politica, colpevolmente dimenticata dalla quasi totalità delle istituzioni.

È proprio alla luce di questi crescenti fenomeni d’intolleranza che il Varese Pride ha deciso per la prima volta di chiedere il patrocinio a tutti i Comuni delle province di Varese e Como, ottenendo da un lato diversi riscontri positivi, dall’altro, purtroppo, non solo molti rifiuti ma anche una diffusa indifferenza dalle amministrazioni locali. A tal proposito, è necessario ricordare, come faremo lungo le vie dove manifesteremo il 16 giugno, che il rifiuto delle discriminazioni e la lotta per la parità dei diritti non devono e non possono conoscere alcuna appartenenza politica: dovrebbero essere semmai il buon senso e la ragionevolezza che competono ad ogni essere umano di per sé stesso a guidarci lungo una strada di apertura ed inclusione piuttosto che di diniego ed oscurantismo.

Il Pride, d’altronde, è una manifestazione che da sempre fa dell’inclusività la sua ragion d’essere, checché ne dicano certi rappresentanti delle istituzioni locali recentemente eletti: il Varese Pride è aperto, quest’anno come gli altri, a tutte le persone ma soprattutto a tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro composizione. Viene da chiedersi di quali manifestazioni d’altra natura si possa dire altrettanto.

È pertanto con il massimo spirito di inclusione che invitiamo tutti i cittadini ad unirsi al corteo del Varese Pride che si terrà il 16 giugno 2018.

Il Varese Pride chiede che il Parlamento: 

  • Riconosca definitivamente il diritto al matrimonio ed all’adozione per le persone LGBTI*;
  • Riconosca e difenda il diritto alla omogenitorialità, ponendo fine alla discriminazione nei confronti dei figli delle coppie di persone dello stesso sesso;
  • Discuta seriamente e senza preconcetti riguardo alla gestazione per altri come strumento per affermare ancora più incisivamente l’autodeterminazione delle donne;
  • Combatta con forza la ricostituzione, sul territorio nazionale, di movimenti di ispirazione dichiaratamente fascista e nazista;
  • Condanni legalmente ogni forma di discriminazione operata nei confronti delle persone LGBTI* a scuola, sul posto di lavoro e nella vita di tutti i giorni;
  • Riconosca il diritto alla definizione della propria identità di genere, prendendo atto che essa non può essere in alcun modo imposta al singolo;
  • Riconosca eguali diritti, in ambito lavorativo, sociale e sanitario, alle persone transessuali;
  • Favorisca percorsi di informazione e sensibilizzazione sulle persone intersessuali, sia tra i cittadini che tra i professionisti sanitari e proibisca pratiche di mutilazioni genitali intersex;
  • Riconosca, senza eccezioni, il diritto di asilo politico alle persone LGBTI* provenienti da Paesi dove l’omosessualità è considerata un crimine, a volte punibile con la morte.

Inoltre, il Varese Pride chiede che l’amministrazione locale e i comuni della provincia di Varese:

  • Disconoscano in modo netto, chiaro, inequivocabile qualunque forma di incitamento all’odio basato sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere;
  • Evitino di sostenere, direttamente o indirettamente, iniziative sulla cosiddetta “teoria del gender”, già sbugiardata dalla comunità scientifica;
  • Mettano in atto iniziative per ridurre l’odio omobitransfobico (per il quale ancora oggi si muore!) e per sostenere le vittime di omofobia e transfobia, come ad esempio uno sportello antidiscriminazioni;
  • Si facciano promotori di un piano serio e ben definito contro l’omobitransfobia;
  • Si impegnino, come già alcuni hanno fatto, a entrare nella rete RE.A.D.Y. (Rete Antidiscriminazioni);
  • Chiediamo inoltre che i politici locali rispettino integralmente le persone LGBTI* evitando affermazioni o dichiarazioni che possano essere lesive della loro dignità.